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Campo base

L’oratorio che verrà?

La forma pastorale ‘oratorio’ cui siamo abituati nasce e si afferma all’interno di un’epoca, quella della ‘cristianità’, ormai conclusasi. Siamo, come ricorda Francesco, nel pieno di un cambio epocale, e questo comporta un cambio di paradigma e la ricerca creativa di nuove forme, soprattutto in ambito giovanile.

Il testo analizza i modelli di oratorio fino ad oggi realizzati ed i fattori della loro irreversibile crisi, per poi prospettare una diversa forma pastorale, un nuovo ‘sogno’ profetico e generativo, come fu a suo tempo quello di San Giovanni Bosco.

Si tratta di cambiare paradigma, quei presupposti ‘dati per scontati’ – e dunque per molti versi ‘invisibili’ – che condizionano le scelte e l’agire pastorale di oratori. Non è più il tempo di ennesime progettazioni ma di accompagnare processi di cambiamento, lasciar emergere nuove forme pastorali.

È giunto infatti il tempo di ‘non trattenere oltre’ ciò che ha concluso il suo percorso, non ‘indurire il cuore’ pastorale ma cogliere i segni dei tempi. La nuova forma immaginata e descritta riprende la metafora del Campo Base, e vuole indicare un possibile terzo-luogo pastorale, realtà ‘antifragile’, leggera, mobile, aperta, estroflessa.

Campo Base è un germoglio pastorale da coltivare, da cui – come lascia intendere il nome – da cui avviare percorsi trasformativi, luogo da cui partire verso nuove ascensioni, ed a cui ritornare, per narrare/rsi per nuovamente ripartire.

Anno di pubblicazione 2024
Editore Youcanprint
Link acquisto Premi qui

www.missioneemmaus.com

www.seventile.it

campo base

La forma pastorale ‘oratorio’ cui siamo abituati nasce e si afferma all’interno di un’epoca, quella della ‘cristianità’, ormai conclusasi. Siamo, come ricorda Francesco, nel pieno di un cambio epocale, e questo comporta un cambio di paradigma e la ricerca creativa di nuove forme, soprattutto in ambito giovanile.

Il testo analizza i modelli di oratorio fino ad oggi realizzati ed i fattori della loro irreversibile crisi, per poi prospettare una diversa forma pastorale, un nuovo ‘sogno’ profetico e generativo, come fu a suo tempo quello di San Giovanni Bosco. Si tratta di cambiare paradigma, quei presupposti ‘dati per scontati’ – e dunque per molti versi ‘invisibili’ – che condizionano le scelte e l’agire pastorale di oratori.

Non è più il tempo di ennesime progettazioni ma di accompagnare processi di cambiamento, lasciar emergere nuove forme pastorali. È giunto infatti il tempo di ‘non trattenere oltre’ ciò che ha concluso il suo percorso, non ‘indurire il cuore’ pastorale ma cogliere i segni dei tempi. La nuova forma immaginata e descritta riprende la metafora del Campo Base, e vuole indicare un possibile terzo-luogo pastorale, realtà ‘antifragile’, leggera, mobile, aperta, estroflessa.

Campo Base è un germoglio pastorale da coltivare, da cui – come lascia intendere il nome – da cui avviare percorsi trasformativi, luogo da cui partire verso nuove ascensioni, ed a cui ritornare, per narrare/rsi per nuovamente ripartire.