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L’amore resta il sogno più grande

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RUMINATIO SINODALE – 66 CRITERI ECUMENICI

Sessantaseiesima ruminatio sinodale sul settimo tema del Sinodo universale: criteri ecumenici. Per leggere tutte le Ruminatio vai al seguente link ruminario sinodale

A volta capita di fermarsi un attimo e di prendersi del tempo per fare due conti: con quello che è stato ieri, con quello che sta accadendo adesso, con quello che ci attende più avanti e che, a certe condizioni, potrebbe esistere domani. Ma oltre alle cose che dipendono da noi, nell’istante della paura, nel passaggio della riflessione arriva e si impone un pensiero e un ricordo che non è per nulla facile lanciare nel cestino della propria storia personale: il ricordo delle occasioni sprecate nella vita, la memoria di quei buchi di vita che rimangono talvolta aperti negli anni, fino a trasformarsi via via in ricettacolo di tutto ciò che inizierà a nascondersi dentro la loro oscurità.

Quanto ne siamo certi, che quello che ci viene sottratto da giovani non basta una vita per recuperarlo. Che si tratti di cose strettamente personali, molto più spesso che si tratti di altre cose, espressione di sentieri e di percorsi di Chiesa. Guardando indietro, osservando con umiltà i più diversi cammini di Vangelo e di fede che hanno caratterizzato ciascuna esperienza di Cristianesimo, la scoperta più grande è riaffermare la verità più grande, che cioè nella Chiesa non siamo numeri ma anima, percorsi unici ed originali di vita, mai che massa indistinta, senza volti e senza nomi.

Nel silenzio delle grandi stanze, che raccontano la storia di tante persone credenti e di altrettanti vissuti delle nostre Chiese, quanto diventa forte oggi l’invito di tenere tutti la testa libera dai sinuosi dettagli delle nostre soggettive operosità, perché lungo la via del Vangelo le cose di ogni giorno non abbiano mai il sopravvento sull’essere delle persone, le tante attività quotidiane su quella scelta di fondo che dà il senso di tutto ciò che esiste, l’amore.

Certo, non numeri ma anima, riaffermando ogniqualvolta il primato della persona, anche là dove registriamo l’errore umano. Diventa chiaro, allora, che lungo il cammino del Vangelo non esistono collaboratori sbagliati, bensì esistono collaboratori messi in ruoli sbagliati. Ed è solo la legge dell’amore ad aiutare tutti a discernere fin d’ora il posto di ciascuno, dentro il grande viaggio del Regno di Dio.